da Redazione | 25/02/2023 | Editoriali e articoli, Notizie

(ANSA) – ANCONA, 25 FEB – Arriva la deroga al numero minimo di studenti per formare le classi nelle scuole terremotate. Il provvedimento, valido per ciascun tipo e grado di scuola del cratere fino all’anno scolastico 2028-2029, è stato inserito nel decreto Ricostruzione in discussione in Parlamento.
“Siamo molto soddisfatti, abbiamo profuso un forte impegno e siamo riusciti a trovare le risorse. Da subito ho avuto a cuore il problema del mantenimento delle classi e delle istituzioni scolastiche presenti nell’area del sisma del 2016 – dichiara il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara – ho seguito la problematica insieme con l’on. Giorgia Latini, vicepresidente della commissione Cultura, Scienza e Istruzione alla Camera, marchigiana e residente nelle zone del cratere. Questo risultato è il frutto del nostro impegno per contrastare il fenomeno dello spopolamento: abbiamo difeso la scuola, le famiglie, i ragazzi ed evitato azioni incoerenti che rischiavano di svuotare strutture innovative e sicure ricostruite con i fondi sisma e Pnrr.
“Molto presto – annuncia – visiterò le Marche per un dialogo con i sindaci e le comunità”.
Latini: Deroga numero minimo alunni, battaglia che porto avanti da anni
Per la deputata Latini si tratta di “una battaglia che porto avanti da anni, dalla mia prima legislatura in Parlamento, e poi proseguita quando ero assessore in giunta regionale, attraverso una forte sensibilizzazione anche da parte dei comuni delle Marche per far presente le ragioni dei territori, coinvolgendo oltre 80 sindaci. Abbiamo ascoltato la voce dei territori.
“È un messaggio di speranza per queste zone: è fondamentale ripartire dalle scuole e dalle nuove generazioni per combattere lo spopolamento. Ringrazio il ministro Valditara. C’era già stato in precedenza un emendamento a mia firma inizialmente agganciato alle Legge di Bilancio e poi inserito nel testo del decreto Milleproroghe con cui si chiedeva il mantenimento delle istituzioni scolastiche e delle classi nel cratere. Oggi finalmente arriva un nuovo, importante riconoscimento”.
Per il commissario della Lega Marche Ricardo Augusto Marchetti si tratta di “un segnale di fiducia per il futuro, un risultato determinante per tutte le aree colpite dal sisma nel 2016: Marche, Abruzzo, Lazio e Umbria. Con questo provvedimento abbiamo dimostrato per l’ennesima volta la nostra volontà di stare al fianco delle persone che da tempo lottano per ripartire con coraggio e sacrificio. Garantire i servizi scolastici vuole dire tutelare queste comunità. Ci siamo posti all’ascolto dei territori: il nostro obiettivo è mantenere vive queste zone”. (ANSA).
da Giorgia Latini | 10/02/2023 | Editoriali e articoli, Notizie

Oggi, 10 febbraio, è la Giornata del Ricordo. Non è un termine scelto a caso, perché “ricordo” si contrappone alla voluta cancellazione per decenni dei massacri di innocenti perpetrati dai partigiani comunisti titini e italiani ai danni di altri italiani.
Una storia buia, che ancora oggi fa fatica a comparire sui libri di storia delle scuole e che vede, benché assolutamente minoritaria, storici ‘negazionisti’ che davanti alle prove innegabili (le foibe, il ritrovamento dei cadaveri), alle testimonianze, alle prive storiche, continuano a non riconoscere ciò che è avvenuto.
Possiamo dire che, ancora una volta, una certa sinistra usa la storia non come ricerca della verità, ma come strumento di condizionamento del presente. Eppure in quelle terre italiane del Nord Est si consumò una vera e propria strage e farne le spese furono migliaia di innocenti.
Non si ripetano mai più sciagure simili. Oggi ricordiamo e onoriamo le vittime dei massacri sul nostro confine orientale.
Manteniamo viva la memoria in particolare a beneficio delle giovani generazioni sulla tragedia delle foibe e l’esodo forzato, nel secondo dopoguerra, degli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia. Sia anche un invito alla collaborazione, a combattere odio e discriminazioni per la costruzione della pace.
Foibe, mozione in commissione Cultura della Camera
In Commissione Cultura abbiamo approvato la mozione per il Giorno del Ricordo per sensibilizzare e rendere consapevoli le nuove generazioni, incrementando le iniziative nelle #scuole e al di fuori per trasmettere e conservare la memoria della storia e di quella tragedia.
È una storia che abbiamo il dovere morale di far conoscere.
Per saperne di più sulle foibe, ecco un servizio su Focus.
da Giorgia Latini | 05/02/2023 | Editoriali e articoli

Sbaglieresti, se pensassi che la Giornata per la Vita che si celebra oggi sia una ricorrenza che riguarda solo cattolici e credenti. Servire la vita e non la morte non è una questione relegata a chi ha una fede religiosa, ma interessa tutti, soprattutto in questo tempo dove la morte segna, purtroppo, il nostro quotidiano.
Non la morte naturale, ma quella provocata, direttamente o indirettamente, dagli esseri umani. Le guerre che ogni giorno tolgono la vita; i tanti, troppi incidenti stradali provocati da alcol, droghe, velocità; le pratiche come aborto ed eutanasia, gli incidenti sul lavoro, i femminicidi, i tanti suicidi debbono interogarci su quale senso oggi diamo alla vita.
Non voglio convincerti a cambiare idea, ma soltanto a ragionare insieme su come il presente, nonostante le apparenze, sia dominato da una cultura che nega la vita. E lo fa in tante occasioni, in mille contesti dove la vita è umiliata, soppressa, colpita.
Nel documento dei vescovi italiani pubblicato per la Giornata per la Vita 2023, intitolato La morte non è mai una soluzione”, si legge preoccupazione e tristezza nel
“constatare come il produrre morte stia progressivamente diventando una risposta pronta, economica e immediata a una serie di problemi personali e sociali. Tanto più che dietro tale “soluzione” è possibile riconoscere importanti interessi economici e ideologie che si spacciano per ragionevoli e misericordiose, mentre non lo sono affatto”.
Giornata per la Vita 2023
Celebrare oggi la giornata per la vita significa interrogarci su cosa vogliamo far prevalere, se le ragioni della vita o quelle della morte. Se vogliamo servire la vita o se accettiamo di chinare la testa di fronte a chi la vita la nega.
Ogni giorno, nella nostra quotidianità, abbiamo la possibilità di scegliere la vita: educando all’amore e al rispetto i nostri figli, adoperandoci affinché non siano le condizioni economiche a imporre a una donna se partorire o abortire, impegnandoci in politica o nel volontariato perché non sia il suicidio la soluzione alla sofferenza.

da Redazione | 27/01/2023 | Notizie, Rassegna Stampa

Il 27 gennaio 1945 venne liberato il campo di concentramento di Auschwitz. Una data che rimarrà impressa nelle nostre menti per sempre come simbolo di una delle più immani tragedie della storia dell’umanità: l’olocausto. La Giornata della memoria deve essere un monito per tutti: mai più Shoah e antisemitismo. Per questo la Lega sta portando avanti un disegno di legge, già approvato in Senato, per la creazione di un fondo per i “Viaggi della memoria” dedicato a visite d’istruzione, scuole e studenti. Per non dimenticare”. Lo dichiara la deputata della Lega Giorgia Latini, vice presidente della commissione Cultura della Camera.
(Fonte: Adnkronos)
da Giorgia Latini | 25/01/2023 | Comunicati stampa, Notizie

La vice presidente della Commissione Cultura della Camera, Giorgia Latini, interviene alla presentazione del catalogo della mostra
Oggi a Roma è stato presentato il catalogo della mostra “Armonie di pietra. Il paesaggio delle Marche nelle sculture di Giuliano Giuliani”.
“Grazie a questa mostra – ha commentato Giorgia Latini, vicepresidente della commissione Cultura della Camera ed ex assessore regionale alla Cultura delle Marche – viene dato lustro anche alla Regione Marche, alla bellezza della nostra terra creando questa sinergia tra Roma e le Marche.
“Infatti, l’esposizione unisce i tesori unici della Capitale e le bellezze di Ascoli Piceno: il travertino, la roccia che, per le sue caratteristiche di resistenza e durata nel tempo, è stata la pietra elettiva dell’architettura romana, è la pietra simbolo di Ascoli e fa parte anche della storia di Roma e dei suoi monumenti come il Colosseo. Un connubio perfetto. Una mostra che si è potuta realizzare grazie alla sinergia tra le varie istituzioni”.
Armonie di pietra, a Roma fino al 29 gennaio, poi ad Ascoli Piceno
La mostra è promossa dalla Regione Marche, dal Comune di Ascoli Piceno e dal Parco archeologico del Colosseo per raccontare la regione attraverso le opere dell’artista ascolano.
Ospitata nel Parco archeologico del Colosseo, l’esposizione è visitabile fino al 29 gennaio per poi arrivare nella seconda sede, quella di Ascoli Piceno, dal 7 aprile al 28 giugno nel Chiostro di Sant’Agostino, con la curatela di Carlo Bachetti Doria.

da Redazione | 24/01/2023 | Comunicati stampa, Notizie

“Un’acquisizione importante che arricchisce il patrimonio documentario su Giacomo Leopardi e ci aiuta a conoscerne meglio la personalità, anche nel privato e nel quotidiano. Come vice presidente della commissione Cultura, e come marchigiana, sono orgogliosa che il ministero della Cultura abbia esercitato il diritto di prelazione, evitando che la lettera autografa del poeta recanatese, spedita da Recanati il 29 agosto 1823, al cugino, il marchese Giuseppe Melchiorri a Roma, finisse in mano privata, forse anche all’estero”. Lo ha dichiarato Giorgia Latini, vice presidente della commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera ed ex assessore alla Cultura della Regione Marche.
Lettera Leopardi al cugino: le vere amicizie non dovrebbero rompersi mai
“Caro Peppino, Veramente le amicizie o non si dovrebbero mai stringere, o strette che fossero non si dovrebbero mai rompere. Sono però ben certo e bene persuaso che la colpa in ciò non sia stata vostra”.
Così scriveva Giacomo Leopardi, spedita da Recanati il 29 agosto 1823, al cugino, il marchese Giuseppe Melchiorri a Roma. Ora questa lettera autografa a carattere privato è stata acquisita dallo Stato e consegnata alla Biblioteca Nazionale di Napoli. Il Ministero della Cultura ha esercitato il diritto di prelazione assicurandosi l’autografo ed impedendo che venisse venduto a privati.
Lettera autografa arricchisce il fondo leopardiano
La lettera va così ad arricchire ancor di più il prezioso fondo Leopardiano della Biblioteca Nazionale di Napoli, che custodisce in originale l’opera di Leopardi ed oltre il 90% delle corrispondenze inviate da parenti ed amici allo stesso poeta. Nella lettera al cugino Giuseppe Melchiorri si cita la rottura con Pietro Visconti, con cui nel 1824 avrebbe fondato le “Memorie romane di antichità e belle arti”, la morte di Papa Pio VII e il successivo conclave.
La lettera di Leopardi è stata acquistata ripiegata e imbraghettata nel primo volume dell’Epistolario di Leopardi, edito da Le Monnier a Firenze nel 1883, edizione in cui la lettera non risulta, quasi a riempire la lacuna.
Con il cugino, Giacomo Leopardi intrattenne una corrispondenza pervasa di accenti di affettività simili a quelli riservati al fratello Carlo. I due cugini erano infatti quasi coetanei e grazie alla confidenza acquisita nel corso della frequentazione, durante i soggiorni romani di Giacomo, si confidarono opinioni e giudizi.
La voglia di condividere dispiaceri e inquietudini, opinioni e giudizi, speranze e delusioni traspare dalla lettera del 29 agosto 1823 che si apre con un riferimento allo screzio tra Melchiorri e Visconti ed un bel commento sull’importanza dell’amicizia. Melchiorri era molto vicino a Leopardi in quegli anni e divise con lui l’amore per gli studi filologici. Nella lettera si trova riferimento, infatti, agli “stamponi” che attengono il lavoro di Leopardi “Annotazioni sopra la Cronica d’Eusebio” e si riporta la discussione tra i due cugini sulla collezione dei classici latini edita da Pomba, editore torinese, tra il 1818 e il 1835, dal titolo “Collectio Latinorum scriptorum cum notis”.
Il poeta più amato dagli italiani
“La Biblioteca Nazionale di Napoli -dichiara la direttrice Maria Iannotti – orgogliosa di essere custode dell’eredità del poeta più amato dagli italiani, è da tempo impegnata, sostenuta dalla Direzione Generale Biblioteche del Ministero della Cultura, diretta da Paola Passarelli, in un costante e paziente sforzo di ricognizione per integrare ulteriormente anche il nucleo delle lettere scritte, invece, dallo stesso Leopardi ed indirizzate a letterati, familiari ed amici, delle quali spesso si sono perse le tracce, compromesse dall’avvicendamento degli eredi”.
“L’epistolario leopardiano si rivela di fondamentale importanza per una maggiore comprensione della personalità e del pensiero di Leopardi – continua Maria Iannotti – svelando aspetti artistici, poetici e personali legati a specifici luoghi e momenti storici. Le testimonianze autografe delle lettere permettono di accertare e confermare fatti, già noti in letteratura e citati nelle copie pubblicate. Si ringrazia la Direzione Generale Biblioteche del Ministero della Cultura , che con il suo intervento ha permesso dal 2018 ad oggi l’acquisizione di ben 6 lettere leopardiane di particolare interesse bibliografico e storico e questa non è da meno”.
(di Paolo Martini – Fonte: Pam/Adnkronos)